PER SUPERARE LE DISUGUAGLIANZE E I NEET BISOGNA PARTIRE DALLA SCUOLA. UN MANIFESTO PER MIGLIORARE LA
Giovani, donne, e capaci. E’ il ritratto delle ragazze del Sud appartenenti alla rete di StartNet Youth autrici di un Manifesto in 9 punti per la transizione scuola-lavoro destinato a sollecitare istituzioni e mondo del lavoro.
Contro ogni stereotipo dei giovani inetti, guidati da idee di sviluppo sostenibile, i giovani di StartNet (organizzazione che unisce scuole, imprese, istituzioni e Terzo settore per orientare e favorire l’ingresso nel mondo del lavoro degli studenti meridionali, ed è finanziata dal Goethe Institut e dalla fondazione Mercator) hanno definito un manifesto in 9 punti il cui focus è la necessità di migliorare il sistema educativo italiano per prevenire il diffondersi dei Neet e al contempo realizzare una migliore comunicazione tra il sistema della formazione e il mondo del lavoro. Si tratta di una proposta concreta per migliorare il dialogo da sempre carente tra due mondi, quello della formazione e quello delle imprese, attraverso la trasformazione dello strumento dei PCTO (percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento), l’ex Alternanza lavoro.
StartNet è una rete multi-stakeholder che promuove progetti e politiche di transizione dal mondo della scuola e della formazione a quello del lavoro. Il progetto del manifesto, creato attraverso la partecipazione giovanile è nato nel 2021 grazie all’adesione di GEN C di Agenzia Nazionale Giovani e Ashoka Italia. Il ruolo di StartNet è quello di facilitare la il passaggio dei giovani dalla scuola verso il mondo del lavoro, ma anche verso il mondo universitario. Ciò che si delinea con il Manifesto è la necessità di realizzare un cambiamento del sistema scolastico, coinvolgendo tutti gli attori coinvolti, studenti e docenti, ma anche tutte le realtà territoriali che possono sostenere un processo di rinnovamento che tenga conto del contesto territoriale e storico in cui operare. Ma per farlo, prima delle risorse economiche, è necessario che istituzioni, docenti, dirigenti scolastici, aziende di ogni settore ed enti culturali facciano propria questa visione.
Ma ecco i 9 punti del Manifesto,:
1 – Creazione di ufficio placement più connesso e collaborativo con il mondo del lavoro, prevedendo dei PCTO più coerenti con le offerte di lavoro presenti sul territorio;
2 – Prevedere uno psicologo garantito all’interno delle scuole e un orientatore scolastico;
3 – Attivare borse di studio e/o lavoro da parte delle aziende in modo da sviluppare le competenze necessarie per l’ingresso nelle stesse aziende, creando un meccanismo virtuoso di responsabilità sociale d’impresa
4 – Investire nei progetti di mobilità inserendo un esperto progettista a scuola che possa aiutare a ricercare e/o spendere al meglio i fondi europei.
5 – Una maggiore collaborazione con le università nel promuovere PCTO aderenti ad attitudini e talenti degli studenti e delle studentesse
6 – Progetti di formazione docenti su metodi di insegnamento alternativi, soft skills, comunicazione empatica e intelligenze multiple
7 – Reti di modelli ispirazionali per studenti, docenti e genitori
8 – Introdurre la figura del mentore che svolga funzione di orientamento dello studente o della studentessa verso la realtà presso la quale svolgere i PCTO, di ascolto lungo l’espletamento delle ore del percorso e di sintesi alla fine. Il mentore è una figura diversa dal tutor aziendale e dal tutor scolastico e può essere un/a giovane che svolge tirocinio curriculare universitario o in servizio civile.
9 – Le Consulte Provinciali degli Studenti (CPS) devono diventare centri di aggregazione dei giovani attori del cambiamento, intercettando i ragazzi e le ragazze con propensione alla partecipazione e alla collaborazione. Poiché “dal basso” possono essere generati meccanismi virtuosi di co-progettazione insieme ai vari stakeholder che gravitano intorno al lavoro delle CPS (USR, istituzioni, aziende, genitori, docenti).
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